5 gennaio 2022

Pancakes alla zucca

Nel mio disperato tentativo di diminuire la quantità di zuccheri che quotidianamente ingerisco, senza rinunciare completamente a mangiare qualcosa di dolce, mi sono imbattuta in una ricetta che mi ha conquistata subito, dove l'uso dello zucchero non è proprio contemplato. Si tratta dei pancakes alla zucca, che sto preparando quasi ogni settimana da un paio di mesi e ancora non mi hanno stufata. L'ispirazione viene da un profilo Instagram che si chiama cottoaldente

Provateli e ditemi se non sono perfetti per la colazione! 



Ingredienti per 6 pancakes
160 g zucca dolce cotta
85 g farina di avena (o di farro o farina 00)
mezzo cucchiaino di bicarbonato ad uso alimentare
1 uovo bio 
sale
30 g gocce di cioccolato
1 cucchiaio di succo di limone bio
1 cucchiaio di cannella in polvere
Tempo: 30 minuti 
Difficoltà: facile 

Mettete in una ciotola la zucca cotta e riducetela a purea schiacciandola con la forchetta. Per rendere più agevole questa operazione io preferisco cuocere la zucca al vapore. Ovviamente, dopo averla cotta, potete anche ridurla a purea con il frullatore ad immersione, ma poi avrete un attrezzo in più da lavare... Aggiungete l'uovo, un pizzico di sale, la cannella in polvere, il succo di limone e mescolate bene il tutto. Preparate in un'altra ciotola la farina e mescolate assieme il bicarbonato (si trova facilmente in qualsiasi supermercato). La ricetta originale prevede la farina di avena; io li ho preparati di volta in volta con la farina che avevo a disposizione in quel momento, ovvero la classica farina 00 o la farina di farro, e sono venuti sempre molto bene. Ora incorporate la farina al composto, a cucchiaiate, e mescolate ogni volta, finché non sarà tutta assorbita. Infine unite le gocce di cioccolato e mescolate bene. 

Per la cottura prendete una padella (io ne uso una antiaderente di 20 cm di diametro) e sporcatela con un filo d'olio. Riscaldate la padella su fuoco basso e poi versate nella padella due cucchiaiate di composto, stendendole bene in modo da creare un disco di 8/10 cm di diametro. Cuocete per 40 secondi con il coperchio, poi girate il pancake aiutandovi con una paletta e cuocete per altri 30 secondi, sempre con il coperchio, per completare la cottura. Disponete il pancake su un piatto e procedete con la cottura degli altri. Di norma a me vengono 6 pancakes.


Spesso io preparo i pancakes la sera dopo cena per mangiarli a colazione il mattino seguente. La ricetta originale prevede una aggiunta di gocce di cioccolato sulla superficie durante la cottura del secondo lato. Io invece, se vi siete comportati bene e ve lo meritate, suggerisco una pennellata della vostra crema spalmabile preferita!

13 dicembre 2020

Plumcake ai mirtilli

A volte mi piace riprendere vecchie ricette e modificarle, anche in base agli ingredienti che ho a disposizione. Nell'ultimo periodo sto cercando di migliorare i miei pasti nel senso di un approccio più salutare alla cucina. Purtroppo permane una grossa difficoltà a rinunciare ai dolci. 

Ho quindi ripreso questa vecchia ricetta perché contiene olio al posto del burro ed ho sostituito lo zucchero con un dolcificante di origine naturale: la stevia. Occhio perché ne basta molto meno rispetto al normale zucchero. 
Questo dolcificante è di origine vegetale, cioè è estratto da una pianta, non ha le calorie del comune zucchero e penso faccia meglio rispetto ad altre sostanze, tipo l'aspartame. Se non conoscete questo prodotto su internet troverete molte informazioni. Io vi lascio questo link al sito di una nota struttura sanitaria che spero possa essere più credibile rispetto ad altri siti pseudo-medici. 
Dato che sto cercando di seguire una dieta antinfiammatoria, sto rivedendo le mie ricette di dolci sostituendo lo zucchero con la stevia. Il dosaggio va infatti ricalcolato perché la stevia ha un potere dolcificante maggiore rispetto allo zucchero, quindi la dose va più che dimezzata. 
Intanto questo esperimento devo dire che è proprio riuscito!

Ingredienti: 

200 g farina 00                                                                  
50 g maizena                                                                   
80 g stevia

1 bustina di lievito in polvere
2 uova 
50 g olio di mais                                                                
125 g yougurt ai mirtilli
125 g mirtilli
zucchero a velo
sale
Tempo: 20 min preparazione; 40 min cottura
Difficoltà: facile 

In una ciotola montate le uova intere con lo stevia ed un pizzico di sale. In un'altra ciotola mescolate la farina, la maizena ed il lievito. Aggiungete il mix di farine e lievito al composto di uova e dolcificante, passandolo prima al setaccio e mescolando bene. Aggiungete anche un vasetto di yogurt ai mirtilli. Incorporate l'olio, mescolando bene finché non sarà assorbito tutto. Infine aggiungete i mirtilli precedentemente risciacquati e asciugati.



Rivestite uno stampo da plumcake con la carta da forno e versateci dentro tutto il composto. 
Infornate a 180°C per 40 minuti circa. Fate al solito la prova con lo stuzzicadenti per verificare la cottura.
L'uso di yogurt ai mirtilli da al dolce un colore piuttosto scuro. Volendo potete aspettate che il dolce si raffreddi e decorarlo con zucchero a velo prima di servire.

27 giugno 2020

Periodo di fragole...e che torta sia!

Dopo una lunga assenza per impegni vari, provo a tornare a scrivere qualcosa qui, complice anche il lockdown che mi ha costretta a stare chiusa in casa, riportandomi a qualche mia vecchia passione.
Riparto con una fantastica torta con un ingrediente per me speciale: le fragole!
E' probabilmente il mio frutto preferito, ma ancora non avevo trovato una ricetta convincente, finché non ho provato questa. Sicuramente la farò ancora.


Ingredienti
250 g farina 00
250 g ricotta vaccina
180 g zucchero semolato
  60 g burro sciolto
2 cucchiai di latte (se necessari)
3 uova bio medie
200 g fragole
1 bustina lievito per dolci
un limone bio di medie dimensioni (buccia e succo)
zucchero a velo per decorare

Cominciate con il mettere sul fuoco il burro finché sarà sciolto. 
Poi lavate bene il limone e le fragole. Raccogliete la buccia grattugiata del limone su un piattino. Attenzione a usare solo la parte gialla ed evitare il bianco che lascia un retrogusto amaro. Tagliate le fragole a pezzetti in una ciotola, aggiungete il succo di mezzo limone e mettete da parte.
In una ciotola più grande montate le uova (con un pizzico di sale) con lo zucchero aiutandovi con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. Aggiungete la buccia del limone e mescolate, poi la ricotta e il latte e continuate a mescolare bene. Quindi unite a più riprese la farina setacciata, a cui avrete aggiunto il lievito in polvere, mescolando finché non sarà tutta assorbita. 


Aggiungete il burro sciolto e fatto raffreddare e amalgamate.
Aggiungete metà delle fragole precedentemente preparate e mescolate bene.
Versate il composto in una tortiera a cerniera del diametro di 24 cm, ben rivestita con carta da forno. Versate le ultime fragole sulla superficie della torta.
Cuocete nel forno preriscaldato a 180°C per 40-45 minuti. Verificate il tempo di cottura con la prova stecchino: se esce asciutto la torta è pronta!
Lasciatela raffreddare e prima di servirla cospargetela con un po' di zucchero a velo. 


Potete trovare la ricetta originale qui

1 ottobre 2019

Vacanze romane improvvisate.

Questa volta sono partita un po' disorganizzata. Non un itinerario preciso da seguire, un alloggio di fortuna prenotato senza cognizione di causa, nessuna ricerca preventiva su dove andare a mangiare o cosa non perdersi assolutamente. Solo il biglietto del treno, una camera riservata tramite Airbnb, un paio di idee su cosa vedere e qualche suggerimento mangereccio pervenuto da amici di amici... Quando le cose si improvvisano ci si deve adeguare all'avventura e se il tempo è poco ci si accontenta.
Certo uno non pensa di doversi adattare proprio a tutto, tipo non immagini che la stanza prenotata non coincida esattamente con quella della foto proposta nel sito e che la casa puzzi costantemente di fumo tanto da provocare un attacco di asma.
Non era la mia prima volta a Roma, c'ero già stata in altre due occasioni e questo sfortunato episodio non ha scalfito l'interesse per questa città che ha ben altro da offrire. 
Alcuni luoghi di Roma sono un "must", cioè ci devi tornare anche solo di sfuggita, perché non è possibile tornare a casa e dire che non hai fatto neanche un salto a San Pietro. Ma nonostante il poco tempo a disposizione (e i tanti must) sono riuscita a vedere un paio di cose nuove.
Comincerei con questa meraviglia romana: le Terme di Caracalla.


Camminando tra le rovine di quello che fu uno dei più grandi complessi termali dell'antichità si può provare a immaginare come doveva essere l'ambiente originario, con i suoi archi e le maestose volte, le sculture ed i preziosi marmi che ne decoravano le superfici.
O forse si può fare anche qualcosa in più del solo immaginare, grazie all'aiuto della tecnologia. E' infatti disponibile un visore che permette di visitare il sito ed avere delle immagini in 3D di come doveva essere in origine (http://www.coopculture.it/events.cfm?id=801#). Io purtroppo non ho potuto provare l'ebrezza, dato che, per usufruire del servizio oltre al costo aggiuntivo era necessaria anche la prenotazione. E si sa, se fai un viaggio disorganizzato alle prenotazioni chi ci pensa?!
Il bello di città come Roma è che si può spaziare fra i secoli in meno di un'ora di autobus.
Ed è così che sono finalmente andata a vedere il MAXXI di Roma, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid, un architetto che mi ha sempre incuriosita molto, ma di cui non avevo ancora visto alcuna opera realizzata.



Da buona viandante disorganizzata sono andata li senza sapere bene a cosa andavo incontro, sulla scorta di un paio di foto viste su internet e riviste di settore che mi avevano colpito. Devo dire che a me l'opera è piaciuta. Certo nonostante la giovane età rispetto al resto delle opere memorabili della città eterna si vedono già i segni di un precoce invecchiamento, ma si sa che questo è un difetto comune a molte architetture contemporanee, dovuto non sempre ad una progettazione sbagliata, ma anche a materiali scadenti e imprese edili non sempre all'altezza della situazione. Bisogna dire che sono evidenti anche alcune ingenuità progettuali che sottolineano l'inevitabile discrepanza tra ciò che l'architetto disegna sul foglio (o al pc) e ciò che si può poi effettivamente realizzare (certi spigoli con il cemento armato non li puoi fare...) ma nel complesso l'opera mi è piaciuta, almeno per quello che ho visto, ovvero la parte esterna. Come non rimanere colpiti da questo grande occhio proiettato verso la città, che la scruta, la ingloba e allo stesso tempo la riproduce sulla sua superficie specchiante come fosse una foto o un dipinto mutevole di ciò che le sta di fronte? Ecco, sarò un po' naif ma a me queste cose colpiscono sempre.



Infine una annotazione di tipo mangereccio che scrivo qui perché la voglio ricordare per il prossimo viaggio romano.
Di sicuro voglio tornare a "La Sandwicheria" per mangiare uno dei loro super panini. Non ci sono tavoli per sedersi ed i tempi d'attesa possono essere lunghi, ma vale la pena rinunciare a qualche comfort per avere in cambio un fantastico pranzo stile street food con ottime materie prime sapientemente combinate, nel cuore di questa fantastica città e ad un prezzo assolutamente onesto, non come certe pasticcerie li vicino che chiedevano 5 euro per un té!

23 maggio 2015

Una certezza nella vita: i Brownies!

Ci sono giornate in cui tutto sembra andare storto ed anche se non siamo superstiziosi il fatto di aver mandato in frantumi uno specchio giusto qualche giorno prima ci pare un segno inequivocabile dell'inizio di 7 lunghissimi anni di sfiga. Ma basta avere un po' di pazienza e la mente aperta alle buone notizie e vedrete che nel giro di pochi giorni qualcosa di buono capita, facendoci ben sperare per i giorni a venire. 
La vita a volte è un po' stronza, ma non bisogna mai farci rubare la nostra positività! 
Mal che vada ..... ci sono sempre i brownies!
Brownies al cacao, con l'aiuto di Laurel Evans.

Ingredienti
150 g burro
250 g zucchero
75 g cacao amaro in polvere 
60 g farina di mandorle
2 uova fredde 
50 g noci brasiliane tritate
sale

Sciogliere a bagnomaria burro, zucchero e cacao, mescolando di tanto in tanto finchè il composto sarà ben liscio. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare un po'.
Aggiungere le uova fredde, una alla volta, con un pizzico di sale. Mescolare bene dopo ogni aggiunta in modo da amalgamare il tutto. Ora incorporate anche la farina e mescolate nuovamente finchè il composto sarà omogeneo. Per ultime aggingete le noci tagliate a pezzetti col coltello, sempre mescolando.


Versate il tutto in una teglia quadrata di circa 20 cm di lato, rivestita con carta da forno.
Infornate nel forno già caldo a 180°C per 25 minuti circa. Io ho un forno capriccioso e a volte li tengo anche 5-10 minuti in più. Per la cottura fate la prova stecchino considerando che l'interno non dovrà essere perfettamente cotto ma "sticky" come dice Laurel Evans, ovvero appiccicoso.

21 marzo 2015

Quando il pane si fa torta!

Io amo le ricette del riciclo. Mi fanno pensare all'importanza del "non sprecare nulla" nella vita e del "non buttare via niente" in cucina. Mi fanno ricordare come le nostre nonne con pochi semplici ingredienti sapessero creare grandi cose. Certo ora molte di quelle ricette sono state rielaborate con ingredienti che al tempo si sognavano, ma mi piace pensare che il principio di base sia stato in qualche modo tramandato alle generazioni future.
Sicuramente il pane è il re della cucina del riciclo, ottimo sia nella versione dolce che in quella salata. 
Vi ho già proposto una ricetta tradizionale della mia regione , la pinza veneta, dolce tipico dell'Epifania, ma che io preparo sempre quando il pane vecchio comincia ad accumularsi. Devo ammettere però che prepararla in primavera mi fa un po' strano, quindi quando ho trovato questa ricetta ho deciso di provarla come alternativa. Ovviamente l'ho un po' modificata in base a ciò che avevo in casa e al mio gusto personale. 


Ingredienti
200 g pane raffermo
500 ml latte scremato
120 g zucchero
120 g amaretti
60 g uvetta sultanina
60 g fichi secchi
2 uova
30 g cacao amaro
30 g pinoli
sale
2 cucchiai liquore (rum, whisky, grappa) 

Tagliate il pane a pezzetti e mettetelo in una capiente terrina. Aggiungete il latte a temperatura ambiente o leggermente caldo e lasciate che il pane si inzuppi per bene.
Intanto mettete in ammollo l'uvetta nell'acqua tiepida, tagliate i fichi secchi a pezzetti e frullate nel mixer gli amaretti con il cacao. In un'altra terrina lavorate le uova con lo zucchero e un pizzico di sale, poi aggiungete il rum e il mix di amaretti e cacao. 


Quando il pane sarà pronto riducetelo in poltiglia con le mani o una forchetta. Uniteci il contenuto della terrina di uova, zucchero e cacao. Mescolate bene e aggiungete i pinoli, i fichi secchi e l'uvetta strizzata e passata nella farina, sempre mescolando, finché gli ingredienti non si saranno ben amalgamati.
Infine versate il tutto in una tortiera a cerniera di 24 cm di diametro, rivestita con carta da forno. Infornare a 180°C per 55 minuti circa.

9 marzo 2015

Torta ripiena con mele e cioccolato




A volte ho dei periodi di iper attività culinaria per cui cucino...cucino...faccio foto...mangio...regalo o metto in freezer. Poi però, quando si tratta di sistemare le foto e predisporre il post, il tempo o la voglia passano e così mi ritrovo salvate nel pc foto di ricette di cui ormai ho perso la memoria.
Così è accaduto anche per questa torta di mele, ritrovata casualmente nei meandri del pc e di cui mi sono innamorata nuovamente non appena ho visto le foto. Non ricordo nulla di come e quando l'ho fatta, le difficoltà incontrate, le eventuali variazioni apportate, però ricordo bene la rivista da cui l'ho tratta e quindi per non sbagliare vi riporto paro paro il testo originale!


Ingredienti
Per la pasta
300 g  farina 00
1 bustina lievito per dolci
150 g burro
100 g zucchero
3 tuorli
5 cucchiai di latte 
1 bustina zucchero vanigliato
scorza grattugiata di 1 limone
Per il ripieno
1 kg mele 
100 g zucchero semolato
4-5 amaretti sbriciolati
40 g gocce di cioccolato
succo di limone
Per la copertura
cacao, cannella 

Per la pasta mescolate il lievito alla farina e setacciatela sulla spianatoia. Unite il burro a pezzetti e lavorate con la punta delle dita ottenendo un composto sbriciolato. Fate la fontana e mettete nel centro lo zucchero mescolato con i tuorli, lo zucchero vanigliato e la scorza di limone, quindi lavorate il tutto velocemente, aggiungendo a poco a poco il latte fino a formare un composto ben amalgamato, ma senza impastarlo a lungo per non far scaldare il burro.
Con il mattarello infarinato stendete poco più della metà della pasta in una sfoglia non troppo sottile. Con la sfoglia rivestire una tortiera di 24 cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata e poi mettetela in frigo per 30 minuti. Con la restante pasta tirate un altro disco, adagiatelo su un foglio di carta da forno e mettete in frigo.
Sbucciate le mele, tagliatele a metà, spruzzatele di succo di limone e mescolatevi lo zucchero.
Riprendete la tortiera, cospargete la pasta con gli amaretti, quindi adagiatevi le mele e cospargetele di gocce di cioccolato.
Coprite con il disco di pasta e saldate bene il bordo eliminando la pasta in eccesso. Formate un orlo premendo con le dita e rimettete in frigo per altri 30 minuti.
Cuocete in forno preriscaldato a 180°C, per 50-60 minuti, finchè la torta avrà raggiunto un colore dorato.
Fatela raffreddare, sformatela su un piatto di portata e spolverizzatela di cacao mescolato con un pizzico di cannella.