6 gennaio 2015

La mia Pinza di pane per il Panevìn!

"Presto presto che arriviamo tadi. I nonni ci aspettano per il Panevìn!"
"Uffa ma io non voglioooo....."
"Dai che c'è anche la pinza!"
Erano queste le parole magiche che mia madre conosceva bene per farmi scattare a prepararmi: la pinza! Davanti ad un dolce non dicevo mai di no. 
Era un giorno speciale quello dell'Epifania perchè si andava in campagna dai nonni, che ogni anno preparavano assieme alle altre famiglie di contadini un enorme Panevìn, ovvero una catasta di legno, frasche e quant'altro con sulla punta un fantoccio detto "a vècia".
"Vara a vècia che a brusa!" Povera vecchietta...ogni anno la stessa storia. Lei li a bruciare mentre tutti sotto mangiavano e bevevano. Mi faceva pena perchè per me era la stessa vecchia che mi portava la calza piena di dolci, quindi che senso aveva bruciarla? Ma per gli adulti era così che si doveva fare ed io mi consolavo con un'altra fetta di pinsa.

La pinsa o pinza è per noi veneti il dolce dell'Epifania, che assolutamente non deve mancare durante il Panevìn. Come molti dolci tradizionali che appartengono alla cultura del riciclo, ne esistono tante versioni e ciascuna donna la faceva un po' a modo suo. 
Ci sono però due fondamentali scuole di pensiero su questo dolce: la prima, forse la più diffusa, prevede l'uso della farina per polenta. Nella seconda invece si usava il pane vecchio. Ecco, io appartengo alla seconda. Non che la prima non mi piaccia, sia chiaro, è che con il pane la pinza risulta essere più morbida e meno sbriciolosa.
Quando quest'anno mio fratello mi ha chiesto "Mi fai la pinza? Quella col pane però!" sono rimasta piacevolmente sorpresa di sapere che su questo punto la pensiamo allo stesso modo.
Purtroppo non ho una ricetta familiare nel senso più stretto del termine: mia nonna se n'è andata quando ancora per me la cucina era solo un luogo dove rifocillarmi e per mia madre è da sempre solo un luogo di costrizione. Anche una telefonata a mia zia non ha dato i frutti che speravo. Ma per fortuna io ho due mamme! Una, la titolare, quella che però odia cucinare, e poi c'è la Lina! E' con lei che io stavo la mattina quando mia mamma era a scuola, è con lei che ho fatto i miei primi pasticci in cucina stando in piedi su una seggiola avvolta in un grembiule che cercava di proteggermi dalle nuvole di farina, è lei che ogni anno, anche quando non lavorava più da noi, mi preparava un dolce per il mio compleanno. Quindi, è da lei che sono andata alla caccia della mia ricetta tradizionale.
Abbiamo ricostruito assieme gli ingredienti ed il procedimento. Sulle dosi..beh...è stato un po' più complicato. Lei appartiene alla generazione per cui si cucina a occhio, senza bilancia e misurini, l'epoca in cui vigeva la regola del QB: quanto basta!
Ho dovuto quindi fare un po' di esperimenti, ma sono molto contenta del risultato ottenuto e quando la propongo in giro la mia pinza mi da un sacco di soddisfazioni!


Ingredienti
200 g pane vecchio
½ l latte
1 uovo
60 g uvetta
70 g fichi secchi
1 cucchiaio di semi di finocchio
20 g pinoli
100 g farina 00
80 g zucchero
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaio di grappa

Tempo: 45 min 
Difficoltà: facile

In una capiente terrina mettete il pane tagliato a pezzi e versateci sopra il latte a temperatura ambiente. Lasciate il pane in ammollo finchè non avrà assorbito tutto il latte e sarà dunque diventato morbido
Dato che ci vorrà un po' di tempo, preparate intanto tutti gli altri ingredienti necessari per la ricetta. Sciacquate l'uvetta con dell'acqua tiepida, lasciatela in ammollo per farla rinvenire, tagliate a pezzi i fichi secchi.
Quando il pane si sarà ben imbevuto di latte fino a diventare una pappa morbida, si può procedere ad unire gli altri ingredienti.
Aggiungete poco alla volta la farina setacciata e mescolate fino a completo assorbimento. Poi proseguite con l'uovo precedentemente sbattuto con un pizzico di sale, lo zucchero, la cannella in polvere ed il liquore, mescolando bene dopo ogni ingrediente.
Infine versate l'uvetta ben strizzata, i fichi a pezzetti, i pinoli ed i semi di finocchio, sempre mescolando con accuratezza per amalgamare bene il tutto. I semi di finocchio sono per me l'ingrediente fondamentale, l'elemento caratteristico che da alla pinza quel gusto particolare che lego alla mia infanzia. Insomma, non possono mancare!

 
Versate l'impasto in una teglia rettangolare di 24 x 15 cm, precedentemente imburrata e infarinata. Considerate che il dolce crescerà poco di volume in cottura.
Ponete la teglia nel forno preriscaldato a 170-180°C per 1 ora e 15 minuti circa.
Certo se fosse possibile cuocere in un forno a legna come si faceva una volta sarebbe l'ideale, ma noi ci accontentiamo del forno di casa.
A fine cottura la pinza dovrà avere una crosticina consistente all'esterno, ma rimanere morbida all'interno.
Lasciatela raffreddare prima di addentarla e sappiate che il giorno dopo è ancora più buona. Servitela tagliata a cubotti e bon apétit!

Con questa ricetta partecipo al contest di "...La Cultura del Frumento".



2 gennaio 2015

Torta Nera, ovvero crostata ripiena di cacao e caffé.

Ben arrivato 2015! Buoni propositi per l'anno nuovo? Di sicuro uno potrebbe essere "gestire meglio il mio blog" dato che nel 2014 sono stata piuttosto latitante.
E non potevo cominciare quest'anno se non con un dolce, la mia passione da sempre...
Ogni tanto faccio un salto nella bellissima biblioteca nuova del mio paese, mi accomodo sui divanetti e comincio a sfogliare le riviste di cucina alla ricerca di qualcosa di sfizioso, proprio come se fossi sul divano di casa mia. Mancano solo tè e biscottini!
E' così che mi sono imbattuta in questa "Torta Nera" ed è stato amore a prima vista. Certo la foto della rivista era decisamente più accattivante della mia, ma spero che qualcuno sia invogliato a provarla comunque.


Per amor di precisione vi riporto il testo e gli ingrdienti originali e in blu le mie modifiche, dovute solo al fatto che dovevo fare i conti con quello che avevo in casa.
Visto il risultato finale però ho in mente per la prossima volta altre modifiche che vi dirò alla fine. Ovviamente se avete qualche suggerimento è ben accetto!

Ingredienti:
Per la frolla
150 g farina
70 g burro
50 g zucchero
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di rum (io whisky)
Per la farcitura
100 g mandorle pelate (io farina di mandorle)
80 g zucchero
40+10 g cacao amaro in polvere
1 uovo
1/2 dl caffé (ovvero 50 ml)
sale

Tempo: Preparazione 30 minuti + riposo. Cottura 35 minuti.
Difficoltà: Media

Cominciamo con la frolla. 
Passare al mixer la farina con il burro, lo zucchero e il lievito setacciato fino ad ottenere un composto a briciole. Unite il rum e l'uovo e frullate fino a che si forma una palla di pasta. (Io ho fatto tutto a mano, non avendo purtroppo un mixer così capiente). Avvolgetela in un foglio di pellicola e lasciatela riposare in frigo per 30 minuti.


Intanto prepariamo la farcitura.
Riunite nel mixer le mandorle con lo zucchero e tritatele fino ad ottenere una polvere fine. (Io ho usato la farina di mandorle che avevo già in casa. Ho però ugualmente passato al frullatore prima lo zucchero, riducendolo in polvere, e poi ho aggiunto la farina ed ho frullato un altro po'). Trasferitela in una ciotola, aggiungete 40 g di cacao setacciato, l'uovo sbattuto con un pizzico di sale ed il caffé. (Qui io ho fatto un passaggio in più: prima di aggiungere uovo e caffé ho infatti setacciato il composto di farina di mandorle, zucchero e cacao, che risultava piuttosto grumoso. Poi ho aggiunto l'uovo, mescolando bene ed infine il caffè a piccole dosi, finchè non si è amalgamato del tutto).
Ed ora componiamo la torta.
Con l'aiuto di un mattarello stendete la frolla su un ripiano da lavoro infarinato, fino ad ottenere una sfoglia tonda di 1/2 cm di spessore. Foderate fondo e bordi di uno stampo da crostata di 20 cm di diametro, precedentemente imburrato e infarinato. Bucherellate il fondo con una forchetta, versate l'impasto al cacao, livellatelo e cuocete la torta nella parte bassa del forno già caldo a 180° per circa 35 minuti.
Lasciatela raffreddare e servite spolverizzando con il cacao rimasto.

Note a margine. La torta secondo me è più adatta agli adulti che ai bambini dato che c'è il caffè ed il cacao amaro. Risultà quindi un dolce "poco dolce", scusate il gioco di parole. 
Una variante in questo senso potrebbe essere quella di usare caffè decaffeinato o d'orzo e di zuccherarlo e sostituire il cacao amaro con quello zuccherato.

16 dicembre 2014

Biscotti natalizi con olio evo

Metti una giornata uggiosa e fredda, metti che hai delle farine in casa da finire, metti che ci sono quegli stampini nuovi da provare.....e in più siamo a Dicembre, quindi?! Vai di biscottini natalizi!!!! Confesso che era la prima volta in vita mia che facevo una cosa del genere, ma mi sono proprio divertita!
Per l'impasto ho voluto provare un mix di farine e l'olio evo al posto del burro, tanto per renderli un po' più light. Ma è chiaro che potete usare la ricetta per pasta frolla che preferite.


Ingredienti
Per la frolla
100 g farina 00 più q.b. per la spianatoia
100 g amido di mais
100 g farina di mandorle
100 g zucchero semolato
1 uovo + 1 tuorlo
50 g olio evo dal gusto leggero
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/4 bacca di vaniglia  
sale 
Per le decorazioni
gocce di cioccolato
granella di zucchero
1 albume (o acqua in alternativa)
125g zucchero a velo

Tempo: tra la preparazione e le decorazioni un paio d'ore ci vogliono
Difficoltà: media

Mamma che lista ingredienti lunga... in realtà è tutto molto semplice per chi ha un po' di dimestichezza con gli impasti. Per prima cosa prepariamo la frolla. 
In una ciotola capiente setacciate le farine ed il lievito e create il classico foro al centro. In una ciotola più piccola mettete l'uovo intero più il tuorlo, con un pizzico di sale. L'albume che avanza raccoglietelo in un'altra ciotola (eh si...poi ci sarà da pulire) che metterete in frigo; lo useremo dopo per la glassa. Quindi aggiungete alle uova lo zucchero semolato, l'interno della bacca di vaniglia ricavata con la punta di un coltello e mescolate aiutandovi con un frustino. Poi aggiungete anche l'olio evo, sempre mescolando, e amalgamate bene il tutto.
Ora versate la miscela di uova, zucchero e olio al centro delle farine e amalgamate, trasferendo l'impasto su una spianatoia infarinata, fino ad ottenere un panetto morbido e compatto. Avvolgete l'impasto nella pellicola e mettetelo a riposare in frigo per almeno mezz'ora.


Dopo il meritato riposo, la frolla è pronta per essere stesa sulla spianatoia con l'aiuto di un mattarello, fino a raggiungere lo spessore di mezzo centimetro. Ora potete sbizzarrirvi con i vostri stampini per ricavare tutte le forme che volete! I resti dei ritagli si possono rimescolare per creare nuovi biscotti. Disponete i biscotti su una teglia rivestita con un foglio di carta da forno. Potete già decorare alcune figure con le gocce di cioccolato, magari in punti particolari come gli occhi, oppure con lo zucchero. Infornate la teglia in forno preriscaldato a 180° per 10-15 minuti.
Intanto prepariamo la glassa. Recuperiamo dal frigo l'albume nella sua ciotola e cominciamo a sbatterlo con un frustino fino a renderlo schiumoso. Incorporate quindi poco per volta lo zucchero a velo e continuate a mescolare fino ad ottenere una pastella densa e liscia.
Una volta cotti sfornate i biscotti e metterli a raffreddare sulla griglia del forno, sopra un ripiano su cui avrete predisposto un altro foglio di carta da forno. Questo vi aiuterà a raccogliere la glassa che potrebbe colare dai biscotti.
Quando i biscotti saranno raffreddati, procedete con le decorazioni. Con l'aiuto di un cucchiaino prendete un po' di glassa per volta e divertitevi a decorare i biscotti. La glassa può diventare la neve che ricopre l'albero di Natale o la barba di Babbo Natale. Se non siete molto esperte cominciate con qualcosa di semplice, ma vedrete che sarà facile prendere dimestichezza
Io la prossima volta aggiungerò anche del colorante alimentare per avere la glassa di vari colori.
Si sa, nella pasticceria la pazienza è una virtù indispensabile. Ora bisogna aspettare che la glassa si asciughi e poi potrete mangiare i vostri biscotti. Quanto tempo ci vorra? In internet ho letto che per la glassa con l'albume bastano 60 minuti, mentre per quella all'acqua servono 6 ore. Io per non sbagliare ho preparato i biscotti alla sera, li ho lasciati asciugare all'aria ed il mattino dopo erano pronti per la colazione!

6 dicembre 2014

Cornetti sfogliati alle mele e cannella

A volte per colazione si ha voglia di qualcosa di speciale e per farlo basta veramente poco: qualche mela, un rotolo di pasta sfoglia già pronta e poco altro.


Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia rotonda
3 mele
1 noce di burro
cannella in polvere
2 cucchiai di zucchero
zucchero di canna per decorare
latte

Tempo: preparazione 30 min + cottura 20 min
Difficoltà: facile


In una padella fate sciogliere a fuoco moderato una noce di burro con due cucchiai di zucchero, le mele sbucciate e tagliate a cubetti e un po' di cannella in polvere. Cuocete mescolando di tanto in tanto per 15 minuti, o comunque finchè le mele saranno cotte. Poi lasciate raffreddare.
Srotolate la pasta sfoglia su un ripiano e tagliatela in 6 triangoli uguali. Alla base di ciascun triangolo mettete un cucchiaio abbondante di composto di mele raffreddato. Bagnate con un po' d'acqua i bordi e la punta di ciascun triangolo e arrotolate dal basso verso la punta. Date al rotolo la forma del cornetto e chiudete bene le estremità.
Disponete i cornetti  sulla teglia del forno rivestita di carta da forno. Spennellate i cornetti con del latte e cospargeteli con un po' di zucchero di canna.
Infornate la teglia in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti.
Servite i cornetti tiepidi e buona colazione!


5 ottobre 2014

Bocconcini di pollo alla birra ... e sono di nuovo qui!

E' davvero da tanto tempo che non scrivo, quasi un anno! La causa? Niente di particolare in verità, le solite cose... impegni lavorativi, altre passioni che hanno preso il sopravvento (una fra tutte il teatro!), mancanza di stimoli, pigrizia, pigrizia, pigrizia.... Molti di voi si saranno dimenticati di me.
Ma arieccomi qui con una nuova ricetta finalmente! 
Chissà se mi ricordo ancora come funziona questo marchingegno del blog... proviamo subito. Cominciamo con l'inserire l'immagine principale che introduce il discorso.



Ok. Fin qui ci sono...facile dai...
Vi fa un po' voglia? E' molto semplice in realtà. Ora vi spiego come si fa.

Ingredienti: 
500 g bocconcini di pollo                                                     Tempo: 15 min preparazione
n.2 carote                                                                                      30 min cottura
n. 1 gamba di sedano

mezza cipolla bianca                                                           Difficoltà: facile
concentrato di pomodoro
1/2 lattina birra chiara                                                            
rosmarino
farina 00
olio d'oliva
sale


Iniziate preparando un trito di sedano, carote e cipolla e fatelo soffriggere in una casseruola antiaderente con un cucchiaio di olio d'oliva. Le carote tagliatele pure un po' più grandi, che fa sempre piacere riconoscerle sul piatto e mangiarle.
Procedete poi infarinando per bene i bocconcini di pollo da entrambi i lati e adagiateli man mano nella casseruola. Scottateli su fuoco vivace rigirandoli un paio di volte. Per evitare che brucino irrorate con un cucchiaio di concentrato di pomodoro diluito in un bicchiere con due dita di acqua. Aggiungete un po' di sale.
Ora versate mezza lattina di birra chiara sui bocconcini di pollo, scegliendo la marca che più vi piace. Per me una non troppo amara. Coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e ogni tanto rigirate la carne in modo che non si attacchi. A metà cottura circa aggiungete i rametti di rosmarino. Completate la cottura senza coperchio in modo che la birra si asciughi un po'. Alla fine rimarrà un delizioso puccino da intingere col pane! E bon appétit!
P.S. Allo stesso modo si possono preparare anche le cosce di pollo!

2 novembre 2013

Plumcake, mele....ed è subito colazione!

Da quando per problemi di salute ho dovuto modificare il mio regime alimentare, eliminando fra le altre cose i grassi di origine animale, uno dei primi pensieri è stato "Miodddio! Come farò coi dolci?!".
E' cominciata così la caccia a ricette senza burro, panna & co e devo dire che per fortuna ce ne sono! Un po' alla volta le sto archiviando nella famosa cartella dei "farò...", nella quale vado a pescare nei momenti di crisi di astinenza da dolci.
Qualche settimana fa mi sono imbattuta in questa ricetta che faceva proprio al caso mio! Le torte di mele mi conquistano sempre e qui in più l'olio sostituisce il burro. Un soffice plumcake perfetto per la colazione e la merenda!


Ingredienti: 
200 g farina 00                                                                  
50 g fecola di patate                                                                      
180 g zucchero semolato

1 bustina di lievito
2 uova
50 g olio di mais                                                               
125 g yougurt naturale
buccia di limone bio
2 mele
cannella in polvere
zucchero a velo
sale
Tempo: 20 min preparazione; 40 min cottura
Difficoltà: facile 

In una ciotola montate le uova intere con lo zucchero ed un pizzico di sale. In un'altra ciotola mescolate la farina, la fecola ed il lievito. Aggiungete il mix di farine e lievito al composto di uova e zucchero, passandolo prima al setaccio e mescolando bene. Aggiungete anche un vasetto di yogurt naturale. Per diminuire ulteriormente i grassi si potrebbe usare lo yogurt light, ma non sono proprio così fiscale...
Grattuggiate nell'impasto un po' di buccia di limone ed incorporate l'olio, mescolando bene finchè non sarà assorbito tutto. Infine aggiungete una mela, sbucciata e tagliata a cubetti ed un cucchiaino raso di cannella in polvere, se vi piace.



Rivestite uno stampo da plumcake con la carta da forno e versateci dentro tutto il composto. Ora il tocco finale: sbucciate la seconda mela, tagliatela a fettine e distribuitele sulla superficie del dolce, nella parte centrale, per tutta la sua lunghezza.
Infornate a 180°C per 40 minuti circa. Fate al solito la prova con lo stuzzicadenti per verificare la cottura.
Aspettate che il dolce si raffreddi e decoratelo con zucchero a velo prima di servire.
Io purtroppo non sono riuscita ad aspettare e come si vede dalle foto me ne sono sbaffata due belle fette prima ancora che si raffreddasse! Scusate....e bon appétit!

23 settembre 2013

Zuppa di orata

Non so voi, ma io la sera comincio ad avere un po' di freschetto, quindi ho già ricominciato con zuppe e minestre varie.
Su un numero recente di Sale e Pepe avevo adocchiato una serie di ricette con il pesce, fra cui anche questa zuppa che ho voluto provare. Naturalmente l'ho modificata adattandola al mio nuovo regime alimentare. Il risultato mi è piaciuto comunque. 
Certo, definirla zuppa forse è un po' limitante: per me ha funzionato piuttosto da "piatto unico", seguito solo da un po' di insalata.


Ingredienti per 2 persone:                                              Tempo: 40 min preparazione
orata da 400g (pulita)                                                                    45 min cottura
sedano, carota, cipolla
1 foglia di alloro
25 g pangrattato                                                              Difficoltà: media.
olio evo
sale grosso, pepe

Prendete una pentola capiente che riesca a contenere l'orata e riempitela con mezzo litro di acqua. Aggiungete un pezzo di carota (circa 1/3), di sedano e di cipolla, la foglia di alloro e una punta di cucchiaino di sale grosso. Portare ad ebollizione e cuocetevi l'orata a fuoco dolce per 15 minuti. 
Scolate l'orata, ricavatene i filetti cercando di togliere tutte le lische e teneteli al caldo.
Rimettete la lisca e gli altri scarti nel brodo (qualora risultasse già piuttosto grasso evitate di rimettere la pelle) e cuocete per altri 15 minuti. Passate il tutto al setaccio e poi mettete il brodo filtrato nuovamente sul fuoco con l'aggiunta del pangrattato. Fate addensare per 10 minuti, mescolando, e aggiustate di sale e pepe.
La ricetta originale prevedeva anche la preparazione della salsa aioli, da aggiungere alla zuppa (un cucchiaio per queste dosi), ma io l'ho omessa.
Ora disponete nei piatti di portata i filetti tenuti in caldo e versateci sopra la zuppa.
Decorate con un giro d'olio a crudo, dei fili di erba cipollina e bon appétit!